venerdì 19 agosto 2011

L'angolo di Giuseppe


Eccolo, ha colpito ancora! E questa volta ci svela qualcosa sulle sue origini. La parola a Giuseppe.
Un filo d’olio (Simonetta Agnello Hornby)
Mi parsi di turnari picciriddu e vidiri ma matri e ma zia. Scusate, la mia sicilianità è rimasta molto colpita sin dalle primissime pagine di questo splendido libro che racconta dell’infanzia dell’autrice a Mosé, nei pressi di Agrigento. Per un agrigentino come me, Mosé è una campagna conosciuta ma temo che per il resto del mondo sia solo il biblico estensore delle Tavole. La stessa autrice ci racconta subito che il libro doveva essere la trascrizione delle ricette di nonna Maria in collaborazione con la sorella Chiara ma che poi è divenuto un tuffo nella sua infanzia ad Agrigento e soprattutto delle sue vacanze in campagna a Mosé, appunto. E attraverso questi ricordi ci porta in un mondo, la Sicilia profonda del secondo dopoguerra, che ho trovato molto simile a quello della Sicilia profonda degli anni ’70 del secolo scorso che io ho vissuto. Forse con qualche macchina in più, ma con gli stessi viddani e gli stessi paesaggi arsi degli uliveti saraceni e dei campi bruciati, degli odori forti della cucina e dei sapori di dolci e pietanze quasi dimenticate. Infine vengono effettivamente descritte, da Chiara, le ricette della famiglia Agnello e anche questa parte ti trascina in atmosfere lontane, quasi esotiche nella loro normalità. Del resto chi mangia più la salsa di pomodoro in almeno cinque modi diversi? Ancora una volta vi consiglio di leggere, magari siete lombardi, pugliesi, trentini o molisani ma tutti ricorderete il cibo della vostra infanzia che in fondo resta più piacevole nel ricordo che nella realtà di allora. Salutammu.

sabato 13 agosto 2011

Donazione al Museo


Il pittore Lino Mannocci, protagonista della mostra Orizzonti, organizzata dal Museo e tenutasi fra il 22 maggio e il 12 giugno scorsi, ci ha lasciato in dono una delle opere esposte: si tratta di Viareggio. Molo e faro II, che adesso fa bella mostra di sé nella sezione di Arte contemporanea. Questa donazione ha arricchito le nostre raccolte e ha aggiunto il Museo Civico di Pizzighettone alle istituzioni che possiedono opere di Mannocci (siamo in buona compagnia: fra gli altri, il British Museum di Londra, il Fitzwilliam Museum di Cambridge, l'Altoner Museum di Amburgo, il Mead Art Museum di Amherst).
Grazie, Lino!

sabato 6 agosto 2011

Consigli dei lettori


Laura ci manda un'altra recensione di un libro che le è piaciuto molto. Grazie, Laura.
Dopo il successo di LA CUSTODE DI MIA SORELLA, ecco che Jodi Picoult torna con un altro romanzo. LE CASE DEGLI ALTRI racconta la storia di Jacob Hunt, un adolescente autistico. Non sa interpretare i comportamenti e i gesti degli altri e gli altri non capiscono i suoi. Come molti ragazzi affetti dalla sindrome di Asperger, Jacob ha degli interessi spiccati, anzi ossessivi: la sua passione sono i casi giudiziari e più di una volta si è presentato sulla scena di un crimine per offrire il suo aiuto, spesso risolutivo, alla polizia. Il fratello minore Theo, invece, è un tipo del tutto diverso, cioè... normale. Fin da piccolo però ha dovuto confrontarsi con le stranezze di Jacob e anche lui ha finito per sviluppare una personale ossessione: spiare le case degli altri, quelle delle famiglie diverse dalla sua, cioè delle famiglie normali, che a lui sembrano più felici. La sua gli pare una famiglia con una vita troppo complicata, che diventa addirittura impossibile quando accade un fatto terribile: l'insegnante di sostegno di Jacob viene ritrovata morta e con segni di violenza sul corpo. Molti indizi sembrano condurre a Jacob, che finisce in tribunale, dove, inevitabilmente, tutte le manifestazioni della sua sindrome, l'incapacità di guardare negli occhi, i tic, i gesti compulsivi, vengono interpretate come prove di colpevolezza. Ma che cosa è successo davvero quel giorno? Jodi Picoult riesce sempre a conquistarmi con il suo modo di scrivere, la trovo delicata, profonda, originale e mai pesante. Consiglio questo libro alle persone che vogliono avere qualcosa a cui pensare dopo aver terminato la lettura. Forse io sono di parte, perchè adoro quest'autrice. Ennesimo meraviglioso libro.

lunedì 1 agosto 2011

L'angolo di Giuseppe


Ben trovati!
Aggiorniamo il blog con una recensione del valoroso Giuseppe, che non va mai in vacanza.
Ecco il suo parere sull'ultimo libro di Carlos Ruiz Zafon.
A presto e, naturalmente, tante grazie a Giuseppe.

Le luci di Settembre (Carlos Luis Zafón)
Tenebroso, nonostante il titolo, l’ultimo uscito di questo autore che in realtà è stato scritto tempo fa da Zafón. Questo autore ha effettivamente iniziato a scrivere romanzi per ragazzi e ritengo che questo sia uno di quelli. Cupo, buio, pieno di descrizioni ottocentesche sicuramente può affascinare e coinvolgere nell’intreccio, alla fine semplice e già letto, ma mi aspettavo di più dopo aver letto Marina. Questo è il guaio con gli autori che diventano famosi, gli editori ripescano tutto quanto hanno scritto e lo presentano in maniera scoordinata e sicuramente non cronologica rispetto all’evoluzione dello scrittore. Notoriamente invito sempre a leggere tutti di tutto e anche questa volta non farò eccezioni: leggete. Magari le sensazioni che può lasciarvi questo romanzo, ambientato nel 1937 in una Normandia calda e ricca di suggestioni, saranno intense e durature. La famiglia Sauvelle e le sue storie di fantastici giocattoli, Doppelgänger, amori adolescenziali sbocciati e mai maturati, antiche storie e accenni alla futura terribile tragedia europea non mi hanno entusiasmato, ma tant’è…

sabato 16 luglio 2011

Chiusura estiva e qualche suggerimento




Biblioteca e Museo resteranno chiusi dal 18 al 30 luglio. Riapriremo i battenti il 1° agosto. Prima di salutare i visitatori del blog, questa volta intervengo con i miei consigli di lettura e di cultura. Un po' controcorrente rispetto ai successi delle ultime classifiche, suggerisco due libri "di nicchia" che mi sono piaciuti molto. Il primo è A viso scoperto, di C.S. Lewis (autore delle Cronache di Narnia): si tratta di una rivisitazione del mito di Amore e Psiche, ambientata in un piccolo regno presumibilmente dell'Asia Minore, nei primi secoli avanti Cristo. Protagonista è la bruttissima regina Orual, che racconta le vicende sue e delle sue sorelle, in un universo in bilico tra le cupe religioni barbariche e la luminosa cultura greca, nell'eterna ricerca del rapporto fra uomo e divinità e del senso della vita.
Il secondo è La figlia del tempo, di J. Tey: un poliziotto costretto a letto rivede la figura del re inglese Riccardo III, passato alla storia, soprattutto grazie alla tragedia di Shakespeare, come un assassino e un traditore. Lentamente, osservando le vicende sotto una luce diversa da quella consueta, il poliziotto ribalterà il giudizio su Riccardo. Il libro è una splendida riflessione sulla verità, figlia del tempo, che prima o poi emerge dai veli della menzogna.
Infine, per chi volesse andare per mostre e musei, suggerisco di visitare il Museo Archeologico di Milano, recentemente riallestito (è in corso Magenta 15), o, se si vuole fare una gita più lunga, la mostra Guariento e la Padova carrarese, aperta fino al 31 luglio ai Musei Civici e in altre sedi minori a Padova e dedicata ad uno dei più raffinati pittori italiani del Trecento.
Arrivederci in agosto.

mercoledì 6 luglio 2011

Consigli dei lettori


Oggi vi giro la recensione che Laura, un'utente della biblioteca, ha scritto su un libro che sta scalando le classifiche. Ecco il suo consiglio. Grazie Laura!
Il linguaggio segreto dei fiori, libro d’esordio di Vanessa Diffenbaugh, ha conquistato davvero! Un libro sorprendente, di facile lettura ma pieno di emozioni sin dalle prime pagine grazie al fascino misterioso che aleggia intorno al linguaggio segreto dei fiori. Victoria Jones, la protagonista di questo romanzo, è una giovane ragazza che ha avuto un’infanzia difficile in diverse famiglie adottive, che l’ha portata ad avere paura del contatto fisico e ad essere diffidente, ma cambierà grazie all’incontro con Elizabeth, una donna straordinaria che le trasforma la vita e le trasmette un dono speciale: la capacità di conoscere il linguaggio segreto dei fiori. Questo dono farà affrontare a Victoria i fantasmi del passato…. Non voglio raccontarvi tutta la trama perché all’inizio del libro è scritta in modo stupendo, ma soprattutto perché sono sicura avrete già sentito parlare molto di questo libro! Solo consigliare di leggerlo, è una storia di sofferenza ma anche di grande speranza! In fondo troverete anche il dizionario dei fiori e dopo averlo letto forse quando regalerete dei fiori o li scegliete per il vostro giardino penserete al significato……

venerdì 1 luglio 2011

L'angolo di Giuseppe


Incurante del caldo e della cappa di umidità, Giuseppe ci consegna puntualmente il suo nuovo contributo. Grazie, Giuseppe.
Buona lettura a tutti.
La caduta dei giganti (Ken Follett)
Personalmente solo leggendo questo avvincente romanzo ho potuto approfondire questo pezzo di storia del Novecento e comprendere perché la I Guerra Mondiale viene chiamata “La Grande Guerra”.
Attraverso le vicende umane e storiche di cinque famiglie l’autore riesce a raccontarci la Storia e soprattutto a trasmetterci quelle atmosfere e quelle sensazioni difficili da comprendere per noi, gente del XXI secolo.
L’appassionante trama intrecciata dei vari protagonisti, tedeschi, austriaci, inglesi, gallesi, americani e russi coinvolge il lettore e stupisce quanto l’Europa fosse più “internazionale” cento anni fa rispetto ad oggi.
I nazionalismi sono ancora di là da venire e si parla di Imperi trans-nazionali che comprendono diversi popoli e diverse culture. Territori che spaziano dalla Siberia alla Francia, passando per gli Ottomani e le colonie dell’Impero Britannico.
Non è il racconto storico ma quello di due generazioni: quella della fine del XIX secolo che trascinò il mondo in guerra e quella dei giovani del XX secolo che la guerra dovette combatterla in mezzo alle trincee ed ai gas tossici.
Significativa la frase con cui il conte Fitzherbert, aristocratico inglese, afferma che non torneranno più i tempi edoardiani in cui nei ricevimenti dei nobili venivano sprecati chili di cibarie e i valletti si appiattivano al muro al passaggio del conte. La guerra non ha solo distrutto fisicamente un’intera generazione (16 milioni i morti tra militari e civili) ma ha distrutto un’epoca. Il libro ce lo narra in maniera romanzata ma ricca di spunti storici come la rivendicazione delle “suffragette” inglesi per il diritto di voto alle donne, la rivoluzione russa, la politica americana e la nascita della Società delle Nazioni, la condizione dei lavoratori gallesi e del popolo russo. Unico neo è la completa assenza dell’Italia dal panorama europeo e mondiale, eppure c’eravamo già…